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La domanda di chip per l’IA aggiunge nuova pressione sui costi per le case automobilistiche

La rapida crescita dell’intelligenza artificiale sta creando una nuova sfida nella catena di approvvigionamento per l’industria automobilistica, poiché le case automobilistiche ora competono direttamente con i giganti tecnologici per i chip di memoria utilizzati nei veicoli avanzati di oggi. I chip DRAM sono necessari per funzionalità come sistemi di infotainment, display digitali, aggiornamenti over-the-air, tecnologie di assistenza alla guida e futura autonomia. Poiché le aziende di IA acquistano enormi volumi di memoria per i data center, i prezzi della DRAM sono aumentati drasticamente, con prezzi spot che, secondo quanto riportato, sono saliti di circa il 450% da settembre 2025 a gennaio 2026. Grandi case automobilistiche, tra cui Honda, GM e Ford, hanno già indicato i costi dei semiconduttori e della DRAM come un significativo ostacolo finanziario.

Per le flotte, questa carenza potrebbe portare a costi dei veicoli più elevati, disponibilità ritardata e minore priorità da parte dei produttori per configurazioni ad alto contenuto tecnologico. Le case automobilistiche potrebbero dover ripensare quali allestimenti riceveranno funzioni avanzate di assistenza alla guida e veicoli connessi, soprattutto se tali opzioni richiedono più DRAM. Poiché i fornitori di chip stanno bloccando contratti a lungo termine a prezzi più elevati e si stanno concentrando su clienti tecnologici con margini più alti, è improbabile che il sollievo arrivi rapidamente. Gli operatori di flotte dovrebbero monitorare l’impatto su prezzi per anno modello, tempistiche degli ordini, disponibilità degli allestimenti e costo dei veicoli con funzioni avanzate di sicurezza o connettività.

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Le vendite di veicoli nuovi restano resilienti nonostante le difficoltà economiche

Il mercato statunitense dei veicoli nuovi continua a mostrare una resilienza sorprendente, con le vendite di giugno previste chiudere a un tasso annuo destagionalizzato (SAAR) di circa 16,1 milioni di unità, in linea con i tre mesi precedenti. Sebbene si preveda che le vendite del primo semestre finiranno il 3,6% sotto i livelli del 2025, la domanda è rimasta stabile nonostante tassi di interesse più elevati, prezzi del carburante alti e persistente incertezza economica. L’accessibilità economica continua a essere la sfida principale per i consumatori, trainata più dall’aumento delle spese familiari e dei costi di finanziamento che dai prezzi dei veicoli. Cox Automotive prevede che il mercato rimarrà relativamente stabile per il resto del 2026, mantenendo la sua previsione annuale di 15,8 milioni di vendite di veicoli nuovi.

La Fed segnala tassi più alti più a lungo mentre l’inflazione resta una preoccupazione

La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione di giugno, ma il messaggio del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, è stato chiaro: il controllo dell’inflazione resta la massima priorità. La Fed ha votato all’unanimità per mantenere stabili i tassi e ha segnalato che tagli dei tassi sono improbabili nel breve termine. Anzi, se l’inflazione dovesse rimanere ostinata, futuri aumenti dei tassi restano una possibilità. Le proiezioni aggiornate della Fed mostrano ora aspettative di inflazione più elevate fino al 2026 e un percorso più lento verso tassi di interesse più bassi rispetto a quanto previsto in precedenza. Sebbene il calo dei prezzi del carburante e la riapertura delle rotte marittime attraverso lo Stretto di Hormuz offrano un certo sollievo, la Fed ritiene che i rischi di inflazione restino elevati.