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Il freddo incide più del previsto su veicoli elettrici e ibridi

Una nuova ricerca di AAA mostra che sia i veicoli elettrici sia quelli ibridi perdono efficienza in condizioni di temperatura estrema, soprattutto con il freddo. Sebbene gli ibridi gestiscano meglio le temperature rigide rispetto ai veicoli elettrici perché utilizzano ancora motori a benzina, i ricercatori sono rimasti sorpresi da quanto la loro efficienza sia comunque diminuita. Nei test di AAA, gli ibridi hanno perso circa il 23 percento della loro efficienza nei consumi a 20 gradi Fahrenheit, mentre i veicoli elettrici hanno perso fino al 39 percento della loro autonomia. Con il caldo, gli ibridi hanno avuto prestazioni leggermente peggiori rispetto ai veicoli elettrici, con un calo dell’efficienza dei consumi di circa il 12 percento a 95 gradi Fahrenheit.

Lo studio ha rilevato che il freddo influisce su entrambi i tipi di veicoli perché le loro batterie diventano meno efficienti alle basse temperature. Tuttavia, gli ibridi possono riutilizzare il calore prodotto dai motori per riscaldare l’abitacolo, ottenendo così un vantaggio rispetto ai veicoli completamente elettrici. Le case automobilistiche continuano a migliorare le prestazioni delle batterie e i sistemi di climatizzazione per bilanciare comfort ed efficienza. I ricercatori hanno inoltre affermato che i conducenti possono contribuire a ridurre la perdita di energia preriscaldando i veicoli mentre sono ancora collegati alla rete elettrica e utilizzando i sedili riscaldati invece di riscaldare l’intero abitacolo.

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Le case automobilistiche bilanciano le scorte mentre il mercato dei veicoli nuovi si stabilizza

Il mercato statunitense dei veicoli nuovi è rimasto per lo più stabile ad aprile, ma le case automobilistiche stanno adottando mosse strategiche per gestire con maggiore attenzione le scorte. I dati del settore mostrano che l’inventario disponibile è leggermente diminuito a 2,86 milioni di veicoli, mentre la disponibilità in giorni di fornitura è scesa a 78 giorni, rispetto ai quasi 95 giorni registrati all’inizio di quest’anno. Una delle principali ragioni di questo cambiamento è che le case automobilistiche stanno lavorando rapidamente per smaltire i veicoli dell’anno modello 2025 prima che i nuovi modelli 2026 prendano completamente il sopravvento. Alla fine di aprile, circa il 93 percento dell’inventario era costituito da veicoli modello 2026, segno che i produttori stanno rallentando la produzione e mantenendo l’offerta più allineata alla domanda.

La revisione dell’USMCA potrebbe ridefinire il commercio automobilistico nordamericano

L’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA) sarà sottoposto quest’anno a un’importante revisione, e il risultato potrebbe avere un forte impatto sull’industria automobilistica nordamericana. L’accordo commerciale, che ha sostituito il NAFTA nel 2020, consente alle merci di circolare tra i tre Paesi senza dazi, purché soddisfino determinati requisiti. Per le case automobilistiche, ciò significa che almeno il 75 percento delle parti di un veicolo deve provenire dal Nord America e che una larga parte della produzione deve coinvolgere lavoratori che guadagnano almeno 16 dollari l’ora. I produttori devono inoltre approvvigionarsi della maggior parte di acciaio e alluminio dalla regione per beneficiare di costi commerciali ridotti.