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Reality check sugli EV di Ford: lo smontaggio di Tesla e dei rivali cinesi da parte di Farley scatena una revisione strategica

Il CEO di Ford, Jim Farley, ha rivelato che smontare i veicoli elettrici di Tesla e di costruttori cinesi gli ha dato una sveglia “scioccante” su quanto Ford fosse indietro nella tecnologia EV. Nel podcast “Office Hours: Business Edition”, Farley ha affermato che l’analisi di una Tesla Model 3 e di EV cinesi ha messo in luce inefficienze di Ford — tra cui l’eccessiva quantità di cablaggio della Mustang Mach-E, che aggiungeva peso e costi. Questa consapevolezza lo ha portato a rivedere la strategia dell’azienda, creando nel 2022 la divisione Model E dedicata esclusivamente ai veicoli elettrici, nonostante le significative perdite finanziarie.

Farley ha riconosciuto il dominio della Cina nell’innovazione EV, attribuendolo al sostegno governativo e ai modelli tecnologici avanzati ed economicamente competitivi che stanno ridefinendo il mercato globale. Pur avvertendo che produttori cinesi come BYD rappresentano una minaccia esistenziale per le case automobilistiche occidentali, ha sottolineato l’impegno di Ford a rimanere competitiva a livello globale. Con il rallentamento della domanda EV negli Stati Uniti e i consumatori alla ricerca di modelli più accessibili, Ford sta nuovamente cambiando rotta — puntando a produrre entro il 2027 un pickup elettrico di medie dimensioni da 30.000 dollari per rispondere alle reali esigenze di mercato.

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GM spinge i fornitori a tagliare i legami con la Cina — una mossa che potrebbe ridefinire le catene di fornitura delle flotte

General Motors ha ordinato a migliaia di fornitori di eliminare entro il 2027 tutte le parti e i materiali di origine cinese dalle proprie catene di fornitura, nel tentativo di rafforzare la resilienza dell’approvvigionamento in mezzo alle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. La direttiva, che prende di mira anche paesi come Russia e Venezuela, riflette la crescente stanchezza del settore di fronte a dazi imprevedibili e interruzioni nelle forniture di terre rare e semiconduttori. Sebbene GM abbia già avviato la localizzazione della produzione — incluse investimenti in materiali per batterie e estrazione di litio negli Stati Uniti — questa nuova iniziativa si estende a una gamma molto più ampia di componenti e materie prime, spingendo i fornitori a trovare nuove fonti.

Le esportazioni di veicoli usati dal Canada agli Stati Uniti aumentano e sconvolgono le dinamiche del mercato interno

DesRosiers Automotive Consultants (DAC) ha pubblicato nuovi dati che illustrano in dettaglio il volume, il mix di marchi e l’età dei veicoli usati importati negli Stati Uniti nel 2024 — la maggior parte dei quali provenienti dal Canada. Questo flusso di veicoli più recenti, di cui il 40,1% ha tra 0–2 anni e il 34,7% tra 3–5 anni, ha importanti implicazioni per i mercati automobilistici di entrambi i Paesi. Le esportazioni, dominate da modelli fine leasing, di lusso e pickup, hanno ridotto l’offerta di veicoli usati in Canada, influenzando i prezzi domestici e i volumi di vendita. Andrew King, Managing Partner di DAC, ha osservato che ogni anno centinaia di migliaia di veicoli canadesi attraversano il confine verso gli Stati Uniti, sebbene i recenti dazi statunitensi abbiano creato incertezza sui futuri flussi commerciali. I nuovi dati disponibili a livello di marca aiuteranno i costruttori a valutare meglio l’impatto sulle loro attività di veicoli nuovi e usati in Canada. Questa analisi fa parte del rapporto annuale di DAC sui veicoli usati, che monitora le tendenze di vendita, le performance dei marchi e le previsioni mensili e annuali in tutto il Canada.