·2 min di lettura

I dazi sconvolgono il mercato dell’usato: prezzi in aumento, scorte in calo e domanda in cambiamento

La recente ondata di dazi specifici per il settore automobilistico sta avendo un impatto significativo sul mercato dei veicoli usati, influenzando disponibilità, prezzi e vendite, secondo Cox Automotive. Il nuovo dazio del 25% sui veicoli importati ha generato un’impennata della domanda di auto nuove, che si sta ora riversando sull’usato, facendo prevedere un aumento dei valori all’ingrosso ad aprile. A marzo, l’inventario è sceso a 2,15 milioni di unità, mentre le vendite al dettaglio di veicoli usati sono aumentate del 19,4% rispetto a febbraio e dell’8% su base annua. I dazi sui ricambi auto potrebbero anche far crescere i costi di assistenza e ricondizionamento. L’indice MUVVI di Manheim è calato leggermente a marzo, complice una crescita stagionale inferiore alle aspettative, anche se l’attività all’ingrosso è aumentata a fine mese. I veicoli elettrici hanno subito una svalutazione maggiore rispetto a quelli tradizionali, pur toccando una quota record nelle aste. I principali segmenti di veicoli hanno avuto risultati misti: auto di lusso e SUV hanno performato meglio, mentre utilitarie e berline sono rimaste indietro. Nonostante la volatilità a breve termine, Cox ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2025: le vendite di usato dovrebbero raggiungere 20,1 milioni, con un aumento del MUVVI di almeno il 2,1%, spinto dal passaggio della domanda dal nuovo all’usato. Intanto, la fiducia dei consumatori è diminuita a marzo in diversi indicatori, riflettendo aspettative inflazionistiche più alte e un calo dell’ottimismo sull’acquisto di veicoli.

Dai un'occhiata al flotta di impatto tariffario della flotta per la flotta

Rimani aggiornato con gli ultimi aggiornamenti in tempo reale dagli OEM della flotta in risposta alle tariffe e ai loro potenziali impatti.
Leggi di più su

Prezzi della benzina in aumento a livello nazionale, ma gli esperti prevedono un rapido calo

I prezzi della benzina sono aumentati per la terza settimana consecutiva, raggiungendo una media nazionale di 3,24 USD, il maggior aumento settimanale dell’anno. Tuttavia, secondo l’Energy Information Administration degli Stati Uniti, i prezzi rimangono 34 centesimi più bassi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nonostante l’impennata, gli esperti prevedono un calo imminente grazie al crollo dei prezzi del petrolio causato da timori di recessione, volatilità dei mercati azionari e maggiore produzione da parte dell’OPEC+. Patrick De Haan di GasBuddy prevede un calo diffuso dei prezzi, con il petrolio che tocca minimi mai visti dai primi mesi della pandemia. Al 7 aprile, i prezzi regionali variano da 2,84 USD sulla Costa del Golfo a 4,32 USD sulla Costa Ovest, con aumenti settimanali in tutte le regioni. Il Mississippi registra il prezzo medio più basso del Paese a 2,74 USD, e 15 stati hanno una media sotto i 2,99 USD.

CADA avverte: le vendite di auto potrebbero crollare del 25% a causa della guerra commerciale con gli USA

La Canadian Automobile Dealers Association (CADA) avverte che la guerra commerciale in corso con gli Stati Uniti potrebbe ridurre le vendite di veicoli nuovi in Canada fino al 25% quest’anno, scendendo da una previsione di 1,95 milioni di unità a soli 1,5 milioni. Il presidente della CADA, Tim Reuss, ha citato la crescente incertezza causata dai dazi statunitensi sui veicoli non conformi all'accordo USMCA e dalle contromisure tariffarie del Canada sui veicoli prodotti negli USA, che dovrebbero far salire i prezzi, interrompere la catena di fornitura e potenzialmente spingere l’industria verso una recessione. Stellantis ha già sospeso la produzione in diversi stabilimenti, colpendo migliaia di lavoratori. Reuss ha sottolineato l’effetto destabilizzante dell’incertezza sul mercato e sui consumatori, avvertendo che l’esitazione negli acquisti potrebbe indebolire ulteriormente il mercato automobilistico.