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L'industria automobilistica evita il blocco grazie alle esenzioni tariffarie, ma l'incertezza persiste

Tre mesi dopo l’introduzione da parte degli Stati Uniti di dazi del 25% sulle importazioni globali di veicoli, l’industria automobilistica nordamericana continua a operare con solo un lieve rallentamento della produzione, evitando le chiusure previste grazie a importanti esenzioni e a un'applicazione limitata delle tariffe.

Sebbene la Casa Bianca avesse inizialmente minacciato dazi generalizzati, ha infine escluso la maggior parte dei componenti auto — in particolare quelli conformi all’USMCA o di origine nazionale — attenuando le principali interruzioni nella catena di fornitura.

I leader del settore attribuiscono questa situazione a un’intensa attività di lobbying e a fattori economici concreti, anche se l’incertezza a lungo termine ha portato a ritardi negli investimenti e nella pianificazione strategica.

I costruttori hanno gestito l’impatto modificando i prezzi, gli incentivi e le dotazioni dei veicoli. Tuttavia, la minaccia di tariffe aggiuntive — inclusa una proposta di dazio del 35% sulle importazioni canadesi — mantiene alta la tensione nel settore, mentre le trattative commerciali proseguono.

Gli esperti avvertono che il mancato raggiungimento di un nuovo accordo commerciale potrebbe danneggiare gravemente sia il settore automobilistico statunitense che quello canadese.

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